OGGETTI INDIMENTICABILI
| « Hitchcock è stato l'unico a dominare l'universo, miliardi di spettatori, facendone esattamente ciò che aveva voluto. Quando ha voluto farli piangere, li ha fatti piangere, quando ha voluto spaventarli, li ha spaventati. Certo, era un artista, non ha fatto come Stalin o come Hitler. Quando Ingrid Bergman non voleva far qualcosa, Hitchcock le rispondeva: “Mia cara Ingrid, non è che cinema!”
Ciò che si ricorda oggi dei suoi film non sono le storie, ci si ricorda piuttosto di un particolare, un po' come accade per esempio nei dipinti di Paul Cézanne. Ci siamo scordati di che cosa è accaduto a Henry Fonda, ci siamo scordati perché Janet Leight si rifugia al Bates Motel, ci siamo scordati perché Theresa Wrigth è ancora innamorata dello zio Charlie e perché il governo americano ha ingaggiato Ingrid Bergman.
Ma ci ricorderemo sempre di una borsetta, di uno spartito di musica, delle ali di un mulino, di un autocarro nel deserto, di una spazzola per capelli, di un mazzo di chiavi, di un bicchiere di latte, di un paio di occhiali, di una bottiglia di vino piena di sabbia.
E se Hitchcock è stato il solo artista, l'unico poeta maledetto ad aver avuto un successo mondiale è perché egli è stato il più grande creatore di forme del ventesimo secolo. Sono le forme a dirci infine che cosa c'è in fondo alle cose. Cos'è l'Arte se non il dato attraverso cui le forme diventano stile e cos'è lo Stile se non l'Uomo? »
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| (Jean Luc Godard, Histoire(s) du Cinéma, Gallimard, Paris 1998, vol. IV, pp. 78-92; edizione italiana (libro + DVD) della Cineteca di Bologna, Modena-Bologna 2010.) |


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