INGMAR BERGMMAN: IL TEMPO RITROVATO

IL MONDO DI INGMAR BERGMAN 
nella scrittura e nei film 
LANTERNA MAGICA E IL POSTO DELLE FRAGOLE






fotogramma da "Il volto di karin" 1986



Il nonno costruì una casa di campagna nei pressi di Dufnas,
uno dei luoghi più belli della Dalecarlia,
con un'ampia vista sul fiume, sulla landa, sui rifugi dei pastori,
sulle montagne azzurrine in lontananza.
Siccome amava i treni, sulla sua terra correva la ferrovia.
Ai piedi d'un pendio, un centinaio di metri al di sotto della casa.
Poteva starsene seduto sulla veranda
e controllare con l'orologio la puntualità degli otto treni,
quattro in una direzione e quattro nell'altra, due dei quali merci.
Poteva anche osservare il ponte della ferrovia al di sopra del fiume,
un capolavoro d'ingegneria di cui andava molto fiero."

Ingmar bergman, da "Lanterna magica" pag. 26


La casa del nonno in "Il volto di karin" 1986




La casa dell'infanzia in "Il  posto delle fragole" 1957




LANTERNA MAGICA, Pagina 53

La casa di campagna in Dalecarlia si chiamava Vâroms, 
che nel dialetto di Orsa significa «nostra». 

Sono arrivato lì durante il mio primo mese di vita 
e ci abito ancora nella memoria. 

E' sempre primavera, 

l'enorme betulla dal tronco doppio stormisce, 
la calura tremola sui monti, 

persone che indossano vestiti chiari e leggeri 
si muovono sulla terrazza, 
le finestre sono aperte, 
qualcuno suona il piano, 
la pallina del croquet rotola, 

il treno merci manovra e fischia laggiù 
alla stazione di Dufnas, 

il fiume scorre misteriosamente nero anche nei giorni più luminosi, 
i tronchi avanzano ruotando su se stessi, ora pigri ora veloci, 

nell'aria si mescolano gli odori dei mughetti, 
dei formicai e dell'arrosto di vitello. 

I bambini sono spellati sulle ginocchia e sui gomiti, 
facciamo il bagno nel fiume o nel lago Svartsjön 
e impariamo presto a nuotare 
perché entrambi hanno un fondo argilloso 
che s'abbassa all'improvviso, 
e voragini inaspettate.

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