1945, CRISI (CRIS)
Tra tutti i posti che ci sono, dovemmo
proprio andare a girare a Hedemora. Non so il perché. Forse provavo un
oscuro bisogno di pavoneggiarmi davanti ai miei genitori che
quell'estate erano a Vâroms, qualche decina di chilometri più a nord. Ci
mettemmo in marcia. A quel tempo era come un safari: automobili,
macchinari, truck e persone. Prendemmo alloggio allo Stadshotel di
Hedemora. Accaddero allora due cose. Il tempo cambiò. La pioggia prese a
cadere inconsolabile e ininterrotta. Roosling, che finalmente poteva
stare all'aria aperta, non ebbe modo di vedere nuvole interessanti, solo
un cielo uniformemente grigio. Si chiuse in camera, beveva e si
rifiutava di girare. Compresi assai presto che se in studio ero stato un
cattivo capo, qui, nella piovosa Hedemora, ero sconfitto. La maggior
parte della troupe rimaneva in albergo, giocava a carte e beveva. Gli
altri si sentivano sperduti in mezzo alla campagna ed erano preda della
depressione. Tutti sembravano d'accordo su un punto: la colpa del
cattivo tempo era del regista.

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