RENDERE VISIBILE L'INVISIBILE
Fritz Lang
in " M Il mostro di Dusseldorf " (1933)
dà immagine
ai moti più segreti e inconfessati dell'anima
IL MOSTRO E UNA BAMBINA
IN UNA CORNICE DI COLTELLI
LA SOGGETTIVA DEL MOSTRO:
lo spettatore è obbligato a vedere
con gli occhi di un uomo
dalla mente malata.
Lui davanti alla vetrina di un negozio di casalinghi
intravvede
Il riflesso di una bambina:
e la bambina gli appare
incorniciata da lame lucenti.
La disposizione
dei coltelli diventa
uno scenario di morte, la
proiezione del suo patologico desiderio di uccidere.
LA CRISI PSICOTICA
Lang amava citare
un verso del diavolo nel Faust di Lessing:
«Veloce
come la transizione
dal bene al male,
ecco
come sono io»
LA SPIRALE E LA FRECCIA
La spirale suggerisce
l’idea della vertigine,
lo sprofondare del mostro
nel suo delirio e
l’incontrollabilità
di questo processo.
La freccia allude
alla sostanza dell’impulso irrefrenabile:
violenza e
desiderio di uccidere.
(l’ombra della freccia sembra penetrare nella spirale rotante)




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